“SPAZIO 06” – Centro di puericultura: dalla progettazione alla realizzazione.



Il vecchio ambiente c’è, ma non si vede.

Chi nell’ultimo mese ha seguito assiduamente la nostra attività di comunicazione svolta attraverso i social networks avrà fatto caso agli svariati post in cui si annunciava di un recente ritorno a scuola del nostro staff; questo non significa che siamo tornati fra i banchi da alunni come qualcuno avrà giustamente pensato. Di imparare non si smette mai, è vero, ma la nostra fortunata squadra tra i mesi di agosto e di settembre ha avuto il piacere di occuparsi di parte del restauro di un vecchio orfanotrofio risalente al 1903 della “Società per la Protezione e L’assistenza dell’Infanzia”, trasformato in un attuale Centro di puericultura: Lo Spazio 06.

Ta da, eccovi svelato l’arcano.

Insieme ad altri centri quali Il Kalòs, la Scuola d’Infanzia Santa Lucia, la Ludoteca del Giardino, l’English Room e l’asilo nido “I bimbi piccoli”, Spazio 06 fa parte di un grande e audace progetto racchiuso sotto la direzione della Cooperativa Sociale Pueri la quale da anni si propone di offrire ai più piccoli abitanti della città di Palermo un’educazione fondata sul rispetto dell’individuo e sulla garanzia dei principali diritti sanciti anche dalla Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia.

Quando siamo stati contattati per la prima volta da Spazio 06, ci era stato chiesto di collaborare al restauro di un solo piccolo ambiente; alla fine del progetto abbiamo collaborato al restyling dell’intero centro. La struttura sulla quale ci è stato chiesto di intervenire si presentava come il più classico degli edifici di architettura dei primi del ‘900: alte e imponenti mura, colori spenti, l’impressione complessiva era quella di un luogo austero, troppo freddo per accogliere dei frugoletti.

Il nostro intervento, che si è avvalso della collaborazione progettuale e di design dell’Arch. Claudia Fiore, professionista molto apprezzato in Sicilia, è stato finalizzato a rendere baby-friendly questo austero edificio prima del suono della prima campanella, senza intaccare però il patrimonio storico architettonico della città di Palermo.

Cosa abbiamo fatto?

Come prima cosa dovevamo rendere l’ambiente più accogliente e vivace di prima dando maggiore colore e calore alle stanze, ma senza toccare la struttura originale. L’esigenza di  lasciare intatto lo spazio ha trovato un’esaustiva risposta nell’uso del plexiglass. Grazie alla sua leggerezza infatti il plexiglass si è rivelato il materiale più adatto a realizzare questo lavoro di restyling “non invasivo”. Per iniziare abbiamo realizzato una struttura portante di legno adatta a supportare lastre di plexiglass di alto spessore che sono andate a rivestire le stanze dal soffitto al pavimento. Questo ha significato costruire strutture portanti in legno che hanno raggiunto fino a 6 metri X 6 metri di estensione, come quelle che vedete nelle fotografie di seguito.

La fattibilità dell’intervento è dipesa dalle caratteristiche del plexiglass che a differenza del vetro ha un peso specifico di molto inferiore al vetro, grazie al quale non solo è stato possibile pensare che una sola struttura di legno potesse reggere il peso delle lastre, ma ci ha altresì permesso di utilizzare due soli materiali: il plexiglass e il legno. Se, per ipotesi, avessimo voluto realizzare lo stesso progetto utilizzando il vetro, alla struttura di legno avremmo dovuto aggiungere dei supporti di metallo in grado di supportare pesi superiori. Anche le porte e le loro strutture portanti sono state interamente ricostruite in plexiglass, risparmiando sull’utilizzo di altri materiali.

Quello che vedete attraverso le fotografie sottostanti è stato il risultato finale al termine dei lavori : un ambiente familiare ai bambini, caldo e colorato, caratterizzato da una totale armonia dei materiali e dei colori dove il plexiglass, materiale per niente pericoloso per la salute dei bambini, totalmente lavabile, rimodellabile e riciclabile, è il sovrano assoluto e dove i colori non sono stati scelti a caso, ma seguendo i principi cromoterapici che tengono conto del benessere derivante dall’uso dei colori.



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